Credito d'imposta per l'industria 4.0 nel 2022

Credito d’imposta beni strumentali 4.0 per il 2022

È stato confermato nuovamente per il 2022 il Piano Nazionale di Transizione 4.0, che prevede anche il rinnovo del credito d’imposta fruibile dalle aziende che decidono di acquistare beni materiali e software di ultima generazione in industria 4.0.

Cosa prevede il Piano Nazionale di Transizione in ottica di Industria 4.0

Il piano prevede una serie di agevolazioni finanziarie per tutte le imprese italiane che decidono di innovarsi, sostenendole in termini di liquidità e sviluppo nel periodo post pandemico.
Questa agevolazione nasce con due scopi, il primo riguarda la disponibilità di liquidità delle aziende dopo la pandemia. Molte hanno infatti risentito dei rallentamenti dell’economia, andando a perdere liquidità per sostenere le attività quotidiane durante i momenti di chiusura e quindi, di mancato fatturato. Il credito d’imposta 4.0, garantisce alle aziende un rientro quasi immediato delle somme spese per l’acquisto dei nuovi beni, diminuendo la quantità di liquidità impiegata nell’investimento.
Il secondo obbiettivo riguarda proprio lo “svecchiamento” del settore manifatturiero italiano, dove ad oggi le macchine utensili impiegate hanno età superiore ai 20 anni nel 48% del parco macchine italiano, mentre solo un 16,1 % sono le macchine con età inferiore ai 5 anni.
Seguendo queste due principali obbiettivi, è stato inserito nella legge di bilancio il credito d’imposta 4.0 anche per il 2022, che permette alle realtà italiane di ricevere il credito, sotto forma di rimborso in percentuali variabili, in seguito all’acquisto di beni strumentali 4.0. Il rimborso matura dal momento dell’interconnessione dei beni ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione in tre quote annuali di pari importo.

Come funziona, a chi è destinato e quali sono i requisiti del Credito d’Imposta 4.0

Possono accedere al credito d’imposta 4.0 tutte le imprese con sede in Italia e tutti i professionisti che investono in beni destinati a strutture che abbiano sempre la sede in Italia.
Perché si possa usufruire del credito d’imposta, il fornitore o venditore, deve emettere conferma d’ordine del bene entro il 31 dicembre 2022 e l’azienda che acquista deve versare, entro la stessa data, un acconto pari al 20% del valore totale del bene.
Un secondo requisito necessario per poter usufruire del credito è che l’azienda richiedente del credito sia in regola con gli obblighi in materia di sicurezza sul lavoro, con i contributi previdenziali e assistenziali.

Cosa significa muoversi in ottica di transizione digitale

Il credito d’imposta 4.0 abbiamo detto essere valido solo per l’acquisto di beni strumentali, materiali e immateriali, che si muovono nell’ottica della transizione digitale. Questo cosa significa nello specifico? Che l’azienda per accedere all’agevolazione deve acquistare solo beni nuovi materiali, come macchinari, strumentazione, apparecchiature digitali o di interconnessione, destinate allo sviluppo tecnologico e digitale dell’impresa (allegato A della legge 232 dell’11 Dicembre 2016).
I beni nuovi immateriali, invece, comprendono piattaforme, applicazioni, software e sistemi che contribuiscano all’evoluzione in campo tecnologico ed informatico dell’impresa (allegato B della 232 dell’11 Dicembre del 2016).

Come viene erogato il credito d’imposta

Come abbiamo detto prima, il credito viene erogato sotto forma rimborsi, che vengono maturati nel momento in cui si presenta la dichiarazione dei redditi e sono utilizzabili a partite dall’anno dell’avvenuta interconnessione dei beni.
Il codice tributo per gli investimenti in beni materiali 4.0 è 6933, ex art. 1 co. 189 della L. 160/2019, mentre per gli investimenti in beni immateriali 4.0 è 6934, ex art. 1 co. 190 della L. 160/2019.
Per richiedere il credito d’imposta 4.0 sarà necessario fornire le fatture e gli altri documenti relativi all’acquisto di beni materiali e immateriali, l’attestazione di conformità rilasciata dal venditore, l’attestato di avvenuta interconnessione e l’eventuale perizia tecnica. Quest’ultima è richiesta solo per determinati beni, tuttavia allegarla costituisce sempre un’ulteriore garanzia di ottenere il rimborso.

Fonti

Economymagazine.it

Industriaitaliana.it

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